Sehnsucht nach den fünfziger Jahren

 

Ich sage es ohne Umschweife: Ich bin Nostalgikerin. Einen Ort, in dem seine Schönheit unter der Märzsonne glänzt, stelle ich mir immer in der Vergangenheit vor.

Es ist keine Neuigkeit in meinen Worten, es ist die Poesie der von Christian Dior angezogenen Blumenfrauen, mit glockenförmig öffnenden Röcken, die sich eng um die Taille schnüren. Der Tüll öffnet sich genau dort, wie eine Knospe im Frühling, und streichelt wogend die zierlichen Knöchel der kleinen und eleganten Dame, die ihn trägt: Christian Dior hatte seine ideale Frau gezeichnet und angezogen, indem er sie mit meterlangen hochwertigen Stoffen umwickelte. Die Schneiderpuppen in seinem Pariser Atelier in der Avenue Montaigne 30 bestimmten das Ideal der Weiblichkeit. Der sogenannte „New Look“ – Jacken mit abgerundeten Schultern und ganz enge Taille über langen, kelchförmigen Röcken – bevölkerte im Nu die luxuriösesten Pariser Straßen.

Ich schätze mich glücklich in diesem Frühling, weil der Nachfolger des großen Maestro, Raf Simons, für die Frühjahr/Sommer-Kollektionen 2015 einen Tropfen Vergangenheit auf den Laufsteg gebracht hat. Dabei spielt er mit den Materialien und verwendet Kunststoff und Spitzen – das Treffen zweier Epochen. Kein Wunder, dass außerhalb des Laufstegs der jüngsten „Milan Fashion Week“ die Raffiniertesten unter den „Fashion Victmis“ – mit oder ohne Einladung – einen leichten kelchförmigen Rock zusammen mit einem zarten Rollkragenpullover aus Wolle trugen.

Bilder: Gaia Velli

Make-up: Leda Enke

Location: Wonder Beach Club

http://wonderfashionista.com

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Und hier in der italienischen Original-Verfassung:

Nostalgia degli anni Cinquanta

 

Senza giri di parole, lo ammetto: sono una nostalgica. Se devo immaginare un luogo in cui la bellezza splende sotto il sole di marzo, lo immagino sempre nel passato. Non c’è innovazione in quello che dico, c’è la poesia delle donne fiore vestite da Christian Dior con gonne a ruota che stringono all’altezza della vita. Perché è da quel punto esatto che il tulle si schiude come un fiore in primavera e sfiora, ondeggiando, le caviglie esili della piccola ed elegante donna che lo indossa. Christian Dior aveva disegnato la donna ideale. E poi l’aveva vestita, avvolgendola in metri e metri di tessuti pregiati. I manichini nel laboratorio al n. 30 di Avenue Montaigne a Parigi dettavano l’ideale di femminilità. Il cosiddetto new look, „spalle arrotondate, busti modellati e vita sottile su gonne lunghe a forma di corolla“, nel giro di un batter d’occhi popolava le vie più lussuose di Parigi. E mi sento fortunata questa primavera, poiché il successore del gran maestro, Raf Simons, per la collezione Dior P/E 2015 ha riportato in passerella una goccia di passato giocando con i materiali: plastica e merletti – l’incontro di due epoche.

Non stupisce così che fuori dalle passerelle della recente Milan Fashion Week le più raffinate tra le fashion victims, con o senza invito, indossassero una gonna a corolla leggera accostata a un delicato dolcevita in lana.

 

Categories: Alessandra,Top Trends

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